Nel percorso di transizione energetica del Paese, il settore agricolo e agroindustriale gioca un ruolo sempre più centrale. Non solo per la produzione alimentare, ma per la capacità di integrare sostenibilità, efficienza e competitività lungo tutta la filiera.
È in questo contesto che si inserisce il Bando Parco Agrisolare, una misura del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), gestita dal GSE come soggetto attuatore, che finanzia impianti fotovoltaici e interventi di riqualificazione energetica sugli edifici produttivi agricoli, zootecnici e agroindustriali, in linea con il PNRR.
Ricordando che non è sempre stato garantito l’accesso al bando, nello scorso 2025 per esempio non è stata avviata la procedura, è fondamentale farne subito richiesta, trattandosi di contributi a fondo perduto fino all’80%, pensati per accompagnare il settore primario e quello della trasformazione verso un modello energetico più efficiente, garantendo anche interventi di ammodernamento e miglioramento delle strutture aziendali.
A chi si rivolge il Bando Parco Agrisolare
Il bando è destinato a una platea di aziende ampia e articolata. Possono accedere:
- imprenditori agricoli e zootecnici, in forma individuale o societaria;
- imprese agroindustriali;
- cooperative e consorzi agricoli;
- tutti i soggetti sopra elencati anche in forma aggregata.
Negli anni precedenti, il focus si è spesso concentrato sulle attività di produzione primaria. Oggi, invece, è fondamentale guardare all’intera filiera della trasformazione agroalimentare.
Rientrano pienamente nel perimetro del bando, ad esempio:
- lavorazioni post-raccolta;
- trasformazione delle carni;
- settore lattiero-caseario;
- mangimifici;
- aziende di bevande, gelati, prodotti da forno;
- distillerie e realtà affini.
Un ampliamento che apre nuove opportunità a un tessuto imprenditoriale che affronta quotidianamente consumi energetici elevati e margini sempre più contenuti.

Quali interventi finanzia il bando
Il Bando Parco Agrisolare incentiva interventi integrati e strutturali, orientati all’evoluzione dell’infrastruttura energetica, non a soluzioni temporanee.
Sono ammesse le seguenti spese:
- impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo;
- colonnine di ricarica elettrica;
- sistemi di ventilazione e aerazione, se abbinati a interventi sul tetto;
- rifacimento delle coperture, inclusi:
- rimozione dell’amianto,
- coibentazione,
- isolamento termico.
- rimozione dell’amianto,
Un approccio che consente di migliorare contemporaneamente produzione energetica, sicurezza, efficienza e qualità degli ambienti di lavoro.
Dove e come possono essere installati gli impianti
Il bando è molto chiaro su questo punto:
- ❌ Non sono ammessi pannelli installati a terra.
- ✅ Gli impianti devono essere installati esclusivamente su coperture di edifici esistenti ed accatastati.
Sono ammessi:
- capannoni agricoli e agroindustriali,
- stalle,
- serre,
- edifici strumentali all’attività agricola o produttiva.
Non sono invece finanziabili impianti su edifici residenziali o su terreni non direttamente collegati all’attività agricola.
E per gli agriturismi?
Sì, anche le strutture agrituristiche possono accedere al bando, purché i fabbricati siano strumentali all’attività agricola o agrituristica.

Quanto si può ottenere: contributi fino all’80%
Il Bando Parco Agrisolare prevede incentivi a fondo perduto con intensità variabile in base alla tipologia di impresa e all’attività svolta.
- Imprese agricole di produzione primaria
→ Beneficiano delle percentuali più elevate, fino ai massimali previsti, che possono arrivare all’80%. - Imprese di trasformazione e commercializzazione (agroindustria)
→ Accedono a intensità di aiuto differenziate, definite secondo le regole sugli aiuti di Stato e la dimensione aziendale (piccola, media, grande).
Potenza degli impianti
- Minimo: 6 kWp.
- Massimo: 1.000 kWp per singolo impianto.
Un range che copre sia le piccole aziende agricole sia le realtà agroindustriali più strutturate.
Modalità di accesso e tempistiche
Valutazione a sportello
Le domande vengono valutate con procedura a sportello, in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna categoria.
Questo significa una cosa sola: preparazione e tempestività sono determinanti.
Quando aprirà il bando
- Apertura prevista nel 2026, con data ufficiale ancora da definire.
Un arco temporale che rende fondamentale iniziare fin da ora la pianificazione tecnica ed economica dell’intervento.
Perché il Parco Agrisolare è una risorsa chiave per il settore agroalimentare
Per il mondo agricolo e agroindustriale, l’energia non è solo un costo: è un fattore produttivo critico.
Il Bando Parco Agrisolare consente di:
- ridurre drasticamente le bollette energetiche;
- valorizzare superfici già esistenti;
- migliorare la sicurezza e la qualità degli edifici;
- rafforzare la sostenibilità ambientale dell’impresa;
- aumentare la competitività lungo tutta la filiera.
In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più richiesta da mercato, clienti e istituzioni, investire oggi significa mettere al sicuro il business di domani.

Greengen Group S.r.l.: il partner in grado di trasformare gli incentivi in profitto
Affrontare un bando complesso come il Parco Agrisolare richiede competenze tecniche, normative e progettuali.
È qui che entra in gioco l’approccio Greengen.
Il nostro percorso include:
- analisi preliminare e studio di fattibilità;
- progettazione tecnica degli impianti;
- ottimizzazione dell’investimento e delle superfici disponibili;
- gestione completa della pratica con il GSE;
- Copertura parziale dell’investimento
- accompagnamento fino alla realizzazione e alla messa in esercizio
Un metodo pensato per trasformare un incentivo pubblico in un vantaggio tangibile, misurabile e duraturo.
Guardare avanti, partendo dall’energia
Il Bando Parco Agrisolare non è solo un contributo economico.
È un segnale chiaro: il futuro dell’agricoltura e dell’agroindustria passa anche dall’autonomia energetica, dall’efficienza e dalla capacità di innovare.
Le finestre di accesso a questi incentivi sono brevi, bisogna dunque essere lungimiranti, perché scegliere la sostenibilità, ancora una volta, significa scegliere solidità per il futuro.
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